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Astico
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Il fiume mwcgAstico (Àmwcwstego in mwdaveneto, mwdqAste in mwdgcimbrocite-ref-2[2], mwewAstichbach in mwfatedesco, desuetocite-ref-3[3]) è un mwgqcorso d'acqua mwggitaliano che scorre nella mwgwomonima valle, tra il mwhaTrentino - in minima parte - e la mwhqprovincia di Vicenza.

Contents

Storia
Note

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Origine del nome

Il nome del fiume deriva - secondo un'interpretazione - da mwiqmwigàstacus, mwiwgambero d'acqua dolce, presente in alcuni tratti della valle. Secondo lo storico vicentino mwjaGaetano Maccà, deriverebbe invece da mwjqlaste, le lastre di pietra levigata presenti in fondovalle e lambite dal fiume. Al tempo di Roma il fiume Astico era nominato mwjgMedoacus Minor e il fiume Brenta mwjwMedoacus Maior.

Storia

Fin dai tempi della preistoriacite-ref-4[4] il fiume Astico giungeva dove oggi sorge l'abitato di mwnaSarcedo. Qui, in mwnqepoca romana, fu costruito un imponente muro, lungo circa 800mwng m., che impediva al fiume di dilagare subito in pianuramwnw – devastando Vicenza con le sue piene, con il rischio di distruggere l'mwoaacquedotto romano della città e gli insediamenti sorti con la centuriazione di mwoqThiene - e lo deviava fino alla collina di mwogMontecchio Precalcinocite-ref-5[5].

Verso il mwqaVI secolo d.C. però, probabilmente in seguito a una piena eccezionale, il fiume deviò verso sud est in direzione dell'attuale mwqqPovolaro, occupando quello che oggi è il letto del mwqgfiume Astichello e prima di allora era l'antico letto del torrente mwqwBrentacite-ref-6[6].

In questo alveo l'Astico si allargava, per una larghezza media di 700–800mwsq m. ed una lunghezza di alcuni chilometri; questa striscia acquitrinosa era chiamata mwsgLacus Pusterlae ed arrivava fino alla città dove trovava un dosso, formato dai detriti del fiume stesso, il Motton Pusterla che in epoca medievale sarebbe stato chiamato Castello o Santa Corona o San Pietrocite-ref-7[7]. Dopo alcune centinaia di metri il fiume, passato sotto l'antico ponte romano, in seguito chiamato Ponte di San Pietro, confluiva nel mwtwRetrone alle Barche.

L'assetto idrografico restò immutato fino a tutto l'mwuqXI secolo, quando probabilmente gli stessi vicentini, per ridurre il pericolo delle ricorrenti piene dell'Asticocite-ref-8[8] ne deviarono il corso a nord di mwvgMontecchio Precalcino e ne convogliarono il corso verso il Tesina, lasciando che a Vicenza giungessero solo una parte delle acque, cioè l'Astichello che continuò a scorrere nel vecchio alveo.

Percorso

Nasce tra il monte Sommo Alto e il monte Plaut nel territorio comunale di mwwgFolgaria. Nel tratto iniziale del suo corso scende impetuosamente fino al centro abitato di Buse, presso il confine con mwwwLavarone, per poi seguire, piegando decisamente verso sud est, la mwxaVal d'Astico - cui ha dato nome - che separa l'mwxqAltopiano dei Sette Comuni da quelli di mwxgFolgaria e mwxwTonezza del Cimone nella parte alta del suo corso, e dalle mwyacolline delle Bregonze nella parte centrale.

Si dirige verso mwygLastebasse e Casotto, ricevendo gli affluenti Rio Torto, Val Longa, Val Roa e Torra. Prosegue quindi verso Pedescala dove riceve, dalla sinistra orografica, le acque del torrente Assa, che scorre nell'omonima valle provenendo dall'mwywAltopiano dei Sette Comuni. Dopo essere giunto nel paese di mwzaArsiero, scorre ai piedi del mwzqMonte Cengio fino al ponte degli Schiri, nei pressi del quale confluisce il torrente mwzgPosina, anch'esso caratterizzato da un ampio bacino imbrifero. Ricevute le acque del torrente Posina, l'Astico prosegue nel comune di mwzwCogollo del Cengio e quindi nel comune di mwaaPiovene Rocchette, dove le sue acque sono trattenute da uno sbarramento artificiale nei pressi dell'abitato di Meda, ai piedi del mwaqMonte Summano, per proseguire verso il comune di mwagCaltrano ed imboccare la valle tra il Monte Paù e le mwawColline delle Bregonze nei comuni di mwbaChiuppano, mwbqCalvene, mwbgLugo di Vicenza e mwbwFara Vicentino, ricevendo gli apporti di torrenti minori, come il Narotti, il Val Campiello e il Val Chiavona.

Poco a valle di Lugo l'intera residua portata viene deviata nel canale Mordini e l'alveo rimane completamente asciutto, per gran parte dell'anno, fino a mwcqLupia di Sandrigo, dove confluisce nel fiume mwcgTesina, fiume di mwcwrisorgiva, e assume questo nome.

Ha carattere torrentizio, con portata fortemente variabile nel corso delle stagioni e le piene, che normalmente si verificano durante le stagioni più piovose dell'anno, sono comunemente conosciute come mwdqBrentàne, in mwdglingua Veneta e possono sopraggiungere anche in modo improvviso, aumentando rapidamente la portata del fiume.

Soprattutto in passato, sono sorte lungo il suo corso numerose attività che sfruttavano la forza motrice dell'acqua.

Note

cite-note-11. mwfgmwfwmwgaElenco corsi d'acqua della rete idrografica regionale (mwgqmwggPDF), su mwgwPiano straordinario triennale interventi di difesa idrogeologica, Regione Veneto. mwhaURL consultato il 15 dicembre 2014.
cite-note-22. mwiaHans Tyroller, mwiqGrammatische Beschreibung des Zimbrischen von Lusern, Wiesbaden, Franz Steiner, 2003, p.mwig 185, mwiwISBNmwja 3-515-08038-4.
cite-note-33. mwkqmwkgmwkwDie Fr. Grafschafft Tirol.
cite-note-44. F. Molon, mwlwI nostri fiumi, Astico, Bacchiglione, Retrone, Brenta. Idrografia antica e moderna, Vicenza 1882-83,
cite-note-55. mwmwmwnaSottani, 2012,mwnq pp. 55-56.
cite-note-66. Nel mwoq589 d.C. in tutta la mwogpianura veneta vi fu uno sconvolgimento idrografico (detto mwowRotta della Cucca) che interessò anche i fiumi del territorio vicentino: si spostarono verso est sia l'Astico che il Brenta, il quale cominciò a scorrere a oriente di mwpaPadova. Alessandro Baldan, mwpqStoria della Riviera del Brenta, 1978, Moro editore, Cassol.
cite-note-77. Che fino all'mwqqXI secolo il fiume fosse chiamato Astico è documentato da privilegi vescovili attorno all'anno 1000. mwqgmwqwSottani, 2012,mwra pp. 22-23, 58-59
cite-note-88. Secondo il mwsamwsqSottani, 2012,mwsg pp. 142-143 questo intervento fu reso necessario da eventi idrologici naturali verificatisi nella prima metà del secolo, quando i torrenti mwswLeogra, mwtaTimonchio e mwtqOrolo sarebbero usciti dai loro alvei ingrossando l'Astico, con effetti rovinosi per la città

Bibliografia

• Natalino Sottani, mwuqAntica idrografia vicentina. Storia, evidenze, ipotesi, Vicenza, Accademia Olimpicae, 2012

Voci correlate
Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Astico

Collegamenti esterni

• mwzaBacino dell'Astico-Tesina, su provincia.vicenza.it (archiviato dall'url originale il 1º aprile 2009).
• mwzgBacini e sottobacini idrografici, su arpa.veneto.it (archiviato dall'url originale il 25 giugno 2009).
• mw0aLivello Astico in tempo reale, su avmeteo.it.
• mw0gbregonze.altervista.org (archiviato dall'url originale il 30 giugno 2017) Sito web dedicato alle colline delle bregonze